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Se il festival buonista proietta un film su Carola Rackete

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Posted on: 10/20/19
Nuova tappa nel processo di beatificazione di Carola Rackete, la capitana tedesca della Sea Watch 3 arrestata - e poi rilasciata - a giugno dopo avere speronato una motovedetta della Guardia di Finanza nel tentativo di sbarcare, pur senza autorizzazione, i migranti a bordo. Per la sua 60esima edizione, in programma tra il 2 e il 9 novembre, il Festival dei Popoli di Firenze - promosso dall'omonima associazione impegnata nella promozione e nello studio del cinema di documentazione sociale - presenterà nella serata di apertura la prima internazionale del film-documentario "Sea Watch 3", dedicato alla nave ong. La pellicola, girata dai giornalisti-registi Jonas Schreijag e Nadia Kailouli che erano a bordo dell'imbarcazione nei concitati giorni di giugno, racconta in presa diretta il salvataggio in mare di 53 migranti, l'arrivo della polizia e l'irruzione della nave sulle coste di Lampedusa.Si tratta dell'ennesimo omaggio alle prodezze di Carola, che di recente era stata invitata al Parlamento europeo per parlare del contributo dato in prima persona nelle attività di salvataggio dei naufraghi nel Mediterraneo. In quella sede Rackete era stata accolta da una standing ovation, che l'aveva motivata ulteriormente per tenere la sua lezione all'Europa sulla gestione dell'immigrazione, accusando l'Italia di essere "fuori dal diritto internazionale". Ma non solo. Infatti, aveva raccontato la sua esperienza a bordo dell'imbarcazione ong."Abbiamo vissuto delle situazioni alienanti - si era lamentata - abbiamo dovuto legare i corpi affinché non affondassero intorno a noi. Ho visto persone lasciate sole in mare o riportate nella Libia da cui erano appena fuggite. Ma nessuna esperienza è stata pesante come Sea Watch 3 con a bordo i migranti per giorni che nessuno voleva". Per la comandante tedesca, l'intera vicenda era stata "una vergogna" perpetrata dall'Europa, "culla dei diritti umani". "Tutte le istituzioni hanno alzato un muro", si era lamentata a Bruxelles dicendo di essere stata prima attaccata e poi di essersi "ritrovata da sola".Dopo l'omaggio dell'Europarlamento, ora Carola sbarca al cinema. Strumento che contribuirà a darle ulteriore risalto mediatico, ultima tappa di un processo di beatificazione che potrebbe portare la capitana - perché no - a impegnarsi in politica.




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