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Virus, la priorità della Boldrini: "Non c'è femminile sul modulo"

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Posted on: 04/02/20

Laura Boldrini fa polemica a modo suo. È una donna a ruota libera, quella andata in onda su Radio1 oggi pomeriggio. Nel pieno dell'emergenza da coronavirus, la parlamentare dem, si lascia andare a uno sfogo che lascia letteralmente esterrefatti. Invece di pensare alle decine di migliaia di vittime, alle mascherine che non arrivano, a un'economia che arranca e a quel personale medico lasciato solo in prima linea con le armi spuntate, la "nostra" Laura nazionale pensa ai nomi al femminile declinati sulle autocertificazioni. O meglio, al fatto che il ministero dell'Interno, quando ha scritto l'ultima versione del documento, il quinto, si sia dimenticato di inserire una lettera "a" vicino al nome del dichiarante.

"In questi giorni è stata proposta una autocertificazione inclusiva che non sia declinata solo al maschile come quella attualmente vigente. Lei cosa ne pensa?", chiedono i conduttori del programma radiofonico "Un giorno da pecora". La riposta è netta. Boldrini non aspettava di meglio. Replica così: "Ancora non scatta questo automatismo, c'è il genere maschile e quello femminile, ma io sono ottimista: ci si arriverà. Non costa nulla inserire una cosa come o/a, così da non far sentire nessuno escluso. Ma si fa ancora molta fatica a recepire questo semplice concetto".

Insomma, la Boldrini, con una "a" in bella vista nell'articolo determinativo, maschile, singolare che precede il sostantivo, perde una clamorosa occasione per rimanere in silenzio. Proprio lei, paladina dei diritti civili, che nel caos epidemiologico potrebbe contribuire meglio alla causa, piuttosto che sparlare su quel poco fatto dal governo di cui, tra l'altro, il suo partito fa parte. Poi l'intervista va avanti. "La mia proposta di spostare il Parlamento all'Eur durante questa emergenza coronavirus?" "Hanno detto che sarebbe troppo complicato, ma lo è ogni situazione. È complicato anche il voto a distanza e quello a ranghi ridotti. Non c'è una soluzione che non presenti dei problemi".

La stessa Boldrini solo poche ore fa parlava dei buoni risultati di questo strampalato esecutivo. "Con il voto di ieri la Camera ha approvato il decreto che riduce le tasse sugli stipendi a 16 milioni di lavoratori e lavoratrici. Dal mese di luglio riceveranno più soldi in busta paga. Un provvedimento, il taglio del cuneo fiscale, di cui beneficeranno pure tante persone che in queste settimane difficili continuano a lavorare. L'avevamo deciso nella legge di Bilancio. Anche nei momenti di crisi le promesse vanno mantenute", dichiarava la deputata Pd.

E sempre nelle scorse ore, la paladina dei diritti delle donne, tuonava così contro Victor Orban e il suo "colpo di Stato". Il premier ungherese, sappiamo che non se ne curerà, si era preso una bella strigliata. "Orban col pretesto dell'emergenza sanitaria assume i pieni poteri e inizia a trasformare l'Ungheria in una dittatura. Misure di enorme gravità su cui l'Unione europea deve subito prendere seri provvedimenti. In questo momento si dovrebbe combattere contro il coronavirus non contro la democrazia".

Già. Proprio lei che oggi tuona il suo ennesimo sermone femminista. Qualcosa che in nome della guerra in corso poteva evitare. Qualcosa che inutilmente divide e rattrista, almeno i più. La voce al femminile sulle autocertificazioni? Certo che sì. Magari quando rientrerà l'emergenza. Magari quando non avremo nulla di meglio da fare che sperare in una rivolta di genere. Le donne capiranno, soprattutto quei medici (o mediche?) e quelle infermiere al fronte, che hanno almeno un motivo in più per ignorare una benedetta vocale su un pezzo di carta.






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